Skip to content
Chimera readability score 0.3766 out of 100, reading level.

I ribelli Houthi, sostenuti dall'Iran, hanno rivendicato la responsabilità di un attacco missilistico contro Israele, il primo dall'inizio della guerra in Medio Oriente. Il segretario di Stato americano Marco Rubio, al termine della riunione dei ministri degli Esteri del G7 in Francia, ha dichiarato che gli Stati Uniti prevedono di concludere la loro operazione in Iran in “settimane, non mesi”. Gli Usa, ha detto, possono raggiungere i loro obiettivi “senza dispiegare truppe di terra. E la risposta alla proposta Usa può arrivare da un momento all'altro”. L’inviato speciale Witkoff: “Ci aspettiamo incontri con Teheran nei prossimi giorni”.
Gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato diversi attacchi contro siti industriali e nucleari in Iran. Secondo il ministro degli Esteri iraniano Araghchi l’attacco contraddice la dichiarazione di Trump che aveva esteso lo stop ai raid contro i siti energetici fino al 6 aprile per dare tempo alle trattative: “Pagheranno un prezzo salatissimo”. Un morto e diversi feriti nel centro di Israele dopo un attacco missilistico. Militari Usa feriti in un raid iraniano su una base aerea in Arabia Saudita.
- Un mese di guerra: la scommessa persa di Trump
- Gli Houthi entrano nella guerra: la difesa Usa sotto pressione
- Droni e aerei radar: ecco il ruolo delle basi italiane
- Iscriviti a "La sottile linea rossa", la nuova newsletter di Gianluca Di Feo
Il Wall Street Journal: nell’attacco alla base Usa in Arabia Saudita danneggiato un fondamentale aereo-radar
L'attacco missilistico iraniano di ieri contro la base aerea Prince Sultan in Arabia Saudita ha danneggiato un E-3 Sentry americano, un aereo-radar del costo di circa mezzo miliardo di euro fondamentale per la gestione del campo di battaglia e il tracciamento di droni, missili e aerei a centinaia di chilometri di distanza. Ne dà notizia il quotidiano Usa Wall Street Journal. L'attacco aveva anche ferito una dozzina di soldati americani.
Potenti esplosioni in corso a Teheran
Potenti esplosioni sono state udite ora a Teheran.
Cnn: dagli Houthi contro Israele anche un secondo missile
I ribelli Houthi dello Yemen hanno lanciato un secondo missile verso Israele, poche ore dopo il primo che li ha visti entrare nella guerra con l'Iran. Lo ha riferito alla Cnn una fonte della sicurezza israeliana. Secondo la stessa fonte, il movimento ribelle sostenuto dall'Iran ha lanciato un missile da crociera contro Israele. Entrambi i missili sono stati intercettati e non si sono registrati feriti né danni.
Zelensky negli Emirati e nel Qatar: Kiev fornirà sistemi di droni per la sicurezza
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha effettuato visite a sorpresa negli Emirati Arabi Uniti e in Qatar, mentre Kiev cerca di utilizzare la propria esperienza nel campo dei droni per aiutare gli Stati arabi del Golfo a contrastare gli attacchi dell'Iran, nel contesto della guerra in Medio Oriente. Zelensky ha dichiarato che l'Ucraina ha già firmato accordi di sicurezza decennali con l'Arabia Saudita e il Qatar e prevede di finalizzare a breve un accordo simile con gli Emirati Arabi Uniti. L'Ucraina è rapidamente diventata uno dei principali produttori mondiali di droni intercettori all'avanguardia, collaudati in battaglia, economici ed efficaci. Questi droni svolgono un ruolo chiave nella difesa del paese contro l'invasione su vasta scala da parte della Russia, iniziata nel febbraio 2022.
Idf: “Bombardato quartier generale dell'Organizzazione iraniana per le industrie marittime”
L'aeronautica israeliana ha bombardato il quartier generale dell'Organizzazione iraniana per le industrie marittime, incaricata della produzione di armi e navi militari. Lo scrive il Times of Israel citando un comunicato dell'Idf. Secondo quanto affermato dai militari, il quartier generale attaccato è responsabile della "ricerca, dello sviluppo e della produzione di una vasta gamma di armamenti navali, tra cui navi di superficie e sottomarine, equipaggiamenti con e senza equipaggio, nonché motori e armi".
Reuters: “Distrutto un terzo dell'arsenale missili e droni di Teheran”
Dopo un mese di guerra contro l'Iran il cui obiettivo era indebolire le capacità missilistiche balistiche del Paese, gli Stati Uniti hanno distrutto circa un terzo dell'arsenale missilistico e dei droni iraniani. Lo scrive l'agenzia Reuters citando fonti dei servizi americani. Secondo il rapporto, circa un terzo dei missili di Teheran è stato distrutto e un altro terzo è probabilmente danneggiato o sepolto in tunnel e bunker sotterranei. Una valutazione simile è stata fatta anche per l'arsenale di droni del paese. Il rapporto, basato su informazioni provenienti da cinque persone a conoscenza dei servizi segreti statunitensi, suggerisce che, sebbene la maggior parte dei missili iraniani sia immediatamente inaccessibile, il Paese possiede comunque un arsenale considerevole.
Centcom: “Nessun militare statunitense è stato attaccato a Dubai”
"Nessun militare statunitense è stato attaccato a Dubai. Il regime iraniano sta diffondendo menzogne sui social media per nascondere la realtà che le sue capacità militari sono innegabilmente sopraffatte e indebolite". Lo ha scritto su X il Centcom smentendo quanto riferito dai Pasdaran secondo cui le forze iraniane avrebbero colpito con missili e droni due postazioni a Dubai dove si nascondevano oltre 500 soldati statunitensi, infliggendo loro pesanti perdite.
Il Pentagono preoccupato: “Troppi Tomahawk usati in Iran, rischio carenza”
Nelle prime quattro settimane della guerra in Iran gli Stati Uniti hanno usato più di 850 missili Tomahawk. Una cifra elevata che preoccupa il Pentagono, dove è stata avviata una riflessione interna per valutare come renderne disponibili di più. Lo riporta il Washington Post. I Tomahawk sono stati usati per la prima volta in combattimento nel 1991 durante la guerra del Golfo, e sono una delle armi preferite perché possono viaggiare per migliaia di chilometri, riducendo così i rischi per i piloti americani. Al momento ne vengono prodotte solo alcune centinaia ogni anno, il che si traduce in disponibilità limitate. Il Pentagono sta monitorando l'uso dei Tomahawk nella guerra contro l'Iran e vede con preoccupazione il ritmo sostenuto con cui sono usati. Il numero dei Tomahawk rimasti in Medio Oriente è "basso", ha detto un funzionario dell'amministrazione al Washington Post, mettendo in guardia sull'avvicinarsi del 'Winchester', che nel gergo militare indica l'esaurimento delle munizioni.
Attaccata casa del presidente del Kurdistan Barzani: è illeso
Il premier iracheno, Mohammed Shia al-Sudani, ha condannato l'attacco alla casa del Presidente del Kurdistan. Lo si legge in un comunicato dell'ufficio del primo ministro. Secondo quanto riportato, Al-Sudani avrebbe parlato al telefono con Nechirvan Barzani, Presidente della regione curda. L'attacco sarebbe avvenuto nelle prime ore di questa mattina, stando a fonti della sicurezza.
Usa: “Teheran mente, nessuna perdita a Dubai”
Il Comando Centrale delle Forza armate statunitensi ha respinto le affermazioni del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) secondo cui le forze iraniane avrebbero attaccato diverse località di Dubai che ospitavano oltre 500 soldati statunitensi, causando "pesanti perdite". "Nessun membro del personale statunitense è stato attaccato a Dubai", ha affermato il CENTCOM in un post su X, accusando il governo iraniano di "fabbricare menzogne".
Vance: “Raggiunta maggior parte degli obiettivi”
Il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, ha dichiarato in un'intervista che "abbiamo raggiunto la maggior parte dei nostri obiettivi militari contro l'Iran. Si potrebbe dire che li abbiamo raggiunti tutti. Il Presidente Trump continuerà ancora per un pò per garantire che non dovremo tornarci per molto tempo".
Riad iraniano su Israele: bilancio sale a 11 feriti
E' salito a 11 feriti il bilancio dell'attacco missilistico iraniano che ha colpito il centro di Israele. Il servizio di soccorso israeliano Magen David Adom ha riferito che 11 persone sono rimaste leggermente ferite a Eshtaol, vicino Gerusalemme. Alcune sono state ferite dall'impatto dell'esplosione, altre mentre correvano verso i rifugi. Tra i feriti, secondo i medici, ci sono un uomo di 75 anni il cui tetto è crollato e un uomo di 47 anni la cui porta d'ingresso è stata divelta dall'esplosione.
Gli Houthi entrano in guerra: perché possono complicare i piani della Casa Bianca
di Gianluca Di Feo
Il primo missile lanciato dagli Houthi contro Israele ha aperto la quinta settimana di guerra, incrementando il timore che il conflitto scatenato da Trump e Netanyahu sia sempre più fuori controllo. Le milizie sciite yemenite possono complicare tutti i piani della Casa Bianca: se bloccassero lo stretto di Bab el Mandeb, darebbero il colpo di grazia alla navigazione mercantile e potrebbero mettere a rischio anche le esportazioni di greggio saudita attraverso il Mar Rosso. Ma ci sono anche fattori di preoccupazione più strettamente militari: gli Houthi hanno altri missili e droni da mettere in campo, aumentando il volume di fuoco contro obiettivi che già faticano a respingere le incursioni iraniane.
New York Times: “2.500 marine arrivati ieri in Medio Oriente”
Sono 2.500 i marine arrivati in Medio Oriente ieri. Lo ha riferito un funzionario americano al New York Times, sottolineando che i soldati della 31st Marine Expeditionary Unit sono parte della Uss Tripoli e hanno di solito base a Okinawa, in Giappone. Non è chiaro quali compiti avranno nel nuovo incarico.
Pasdaran: “Individuate e disinnescate 120 bombe a grappolo sganciate durante gli attacchi Usa”
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato di aver individuato e disinnescato 120 bombe a grappolo nella provincia meridionale di Fars. Le munizioni sarebbero state sganciate durante gli attacchi di Usa e Israele di alcuni giorni fa nel villaggio di Kafri e nelle zone limitrofe, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa iraniana Mehr, citata da Al Jazeera.
Araghchi: “Richieste irragionevoli Usa sono ostacolo alla fine della guerra”
"Il principale ostacolo alla fine della guerra in corso tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran risiede nel comportamento contraddittorio e nelle richieste irragionevoli della parte americana". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, aggiungendo: "Le azioni e le dichiarazioni incoerenti degli americani hanno accresciuto lo scetticismo sulla loro disonestà". Secondo l'agenzia Isna, Araghchi ha rilasciato questa dichiarazione durante una conversazione telefonica con il suo omologo turco Hakan Fidan oggi, nel corso della quale quest'ultimo ha espresso la disponibilità del suo Paese a svolgere un ruolo costruttivo nella risoluzione dell'attuale crisi.
Tajani: “C'è l'impegno di tutto il G7 sullo stretto di Hormuz”
"C'è l'impegno di tutto il G7 per ripristinare la circolazione marittima nello stretto di Hormuz". Lo ha dichiarato il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine di un convegno a Roma della Federazione Medico Sportiva Italiana. "Insieme abbiamo voluto dare un messaggio forte - ha aggiunto -, ci auguriamo si possa andare in quella direzione e abbiamo dato anche un messaggio all'Iran, che non colpisca la popolazione civile dei paesi del Golfo".
Teheran: “40 soldati Usa uccisi o feriti a Prince Sultan”
Oltre quaranta soldati americani sono rimasti uccisi o feriti nell'attacco iraniano alla base Prince Sultan in Arabia Saudita. Lo riferisce l'agenzia Fars che ha pubblicato un bilancio dei "risultati militari e di difesa più significativi dell'Iran nelle ultime 24 ore". Intanto l'azione in Arabia Saudita, con "la distruzione di tre aerei cisterna e il danneggiamento di altri cinque KC-135 alla base di Al-Kharj" con "oltre 40 soldati americani feriti e uccisi". Poi "sono stai distrutti i radar di comunicazione all'aeroporto internazionale del Kuwait", annientati "6 mezzi da sbarco da combattimento americani Lcu nel porto di Al-Shuwaikh" e condotti "blitz contro 3 nascondigli di soldati americani sull'isola di Bubiyan e a Dubai".
In Israele, è stato "condotto un attacco missilistico contro 40 obiettivi a Tel Aviv e Haifa". Infine, la Fars ha elencato "l'attacco informatico del gruppo Hanzla alle e-mail del direttore dell'Fbi", Kash Patel.
Teheran elogia la mediazione del Pakistan per fermare l’aggressione all'Iran
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, oggi in una conversazione telefonica con il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif, ha elogiato gli "sforzi di mediazione di Islamabad per porre fine all'aggressione statunitense-israeliana contro l'Iran".
Bellingcat: “Usa potrebbero aver sparso mine anti-carro nel sud dell’Iran”
Gli Stati Uniti potrebbero aver fatto cadere mine anticarro in due zone nel sud dell'Iran. A sostenerlo è il gruppo di ricerca open-source Bellingcat, in un'inchiesta rilanciata dal New York Times. Immagini circolate sui social media mostrano quelle che sembrano mine americane Blu-91 e Blu-92, disperse da una bomba a grappolo da 500 chili che deflagra a mezz'aria. Bellingcat le ha individuate a Kafari, a poche centinaia di metri dalla base missilistica di Shiraz. Secondo la tv iraniana, diverse persone sono state uccise dalle mine. L'emittente ha esortato la cittadinanza a non toccare gli ordigni e a segnalane la presenza alle autorità.
Kiev: “Iran non ha distrutto deposito anti-droni in Emirati”
L'Ucraina nega che l'Iran abbia distrutto il suo deposito di sistemi anti-drone negli Emirati Arabi Uniti. In mattinata i Pasdaran iraniani avevano annunciato di avere colpito un deposito di sistemi anti-drone ucraini negli Emirati Arabi Uniti.
Due esplosioni udite a Gerusalemme
Due esplosioni sono state udite sabato sopra Gerusalemme, dopo che l'esercito israeliano ha annunciato di aver rilevato missili in arrivo dall'Iran.
Tre giornalisti uccisi in raid Idf su auto a Jezzine
Un raid aereo israeliano ha colpito una macchina sulla strada di Jezzine, nel sud del Libano, uccidendo cinque persone, di cui tre giornalisti. Ali Choeib, giornalista di al-Manar TV, suo figlio, un videografo, così come Fatima Ftouni, giornalista di al-Mayadeen TV, e suo fratello, anch'egli videografo, sono rimasti uccisi, secondo quanto riferito da Al-Mayadeen TV. L'attacco è stato confermato anche dal quotidiano L'Orient Le Jour, sottolineando che per la prima volta dalla ripresa delle ostilità contro Hezbollah, a inizio marzo, un raid israeliano ha colpito un veicolo in circolazione.
Araghchi: “Usa contradditori e irragionevoli”
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha sentito nuovamente al telefono oggi il suo omologo turco, Hakan Fidani, cui ha espresso scetticismo sulla reale volontà degli Stati Uniti di negoziare. Lo riferisce l'agenzia Fars. Araghchi "ha espresso la sua gratitudine per gli sforzi compiuti dalla Turchia e da alcuni paesi della regione per porre fine alla guerra imposta in corso", si legge. "Il problema principale è il comportamento contraddittorio e le richieste irragionevoli della parte americana", ha sottolineato il ministro, "le parole e le azioni contraddittorie della parte americana sono altamente dubbie e hanno aumentato lo scetticismo riguardo al loro inganno".
L'Iran attacca nel sud di Israele, dopo ondata di raid dell'Idf su Teheran
Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno rilevato nel sud del Paese un attacco missilistico balistico proveniente dall'Iran. Lo riferisce il Times of Israel, aggiungendo che si prevede che le sirene d'allarme risuoneranno nel sud di Israele nei prossimi minuti. L'Idf aveva poco prima annunciato di aver completato una serie di raid aerei a Teheran: gli attacchi hanno colpito siti infrastrutturali del regime iraniano, ha spiegato l'esercito, precisando che ulteriori dettagli sugli obiettivi saranno forniti in seguito.
Pasdaran: “Raid su sito sistemi anti-droni ucraini Dubai”
I Pasdaran iraniani hanno annunciato di avere colpito un deposito di sistemi anti-drone ucraini negli Emirati Arabi Uniti. "Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc) ha distrutto un deposito di sistemi anti-drone riconducibili all'Ucraina, realizzato a Dubai per supportare l'esercito statunitense e dove si trovavano anche 21 ucraini", si legge in una nota riportata dai media iraniani. "Non si conosce il destino dei militari ucraini presenti, che probabilmente sono rimasti uccisi", si spiega.
Portaerei Gerald Ford in Croazia per manutenzione
La Uss Gerald R. Ford, la più grande portaerei al mondo, è giunta nella città croata di Spalato per "una manutenzione programmata". Lo ha riferito l'ambasciata Usa. La nave proveniva dalla base navale a Creta cui era rientrata dal teatro mediorientale. A quanto riferito dal Pentagono, un incendio è divampato accidentalmente nella lavanderia dell'imbarcazione il 12 marzo e due marinai sono rimasti feriti. Secondo l'Iran, a provocare le fiamme è stato invece un suo massiccio attacco e oggi la stampa di Teheran ha dato grande risalto a intervento pubblico in cui, sostiene, il presidente americano Donald Trump lo confermerebbe.
Cinque paramedici libanesi uccisi in attacco israeliano
Almeno cinque paramedici sono stati uccisi in un attacco israeliano nel sud del Libano avvenuto oggi. Ne ha dato notizia l'Agenzia Nazionale di Stampa libanese, secondo quanto riporta Al Jazeera. Erano "persone che sono state martirizzate mentre svolgevano il loro dovere umanitario nel raid aggressivo contro la città di Zawtar al-Gharbiyah oggi", ha scritto in una nota l'Associazione degli Scout del Messaggio Islamico.
Premier del Pakistan informa Pezeshkian su sforzi diplomatici per fine guerra
Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha riferito di aver avuto "ampie discussioni" con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian sulle ostilità regionali in corso e sugli sforzi volti a porre fine alla guerra. Pezeshkian è stato informato sugli sforzi diplomatici del Pakistan, compiuti dal ministro degli Esteri Ishaq Dar e dal Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, il Maresciallo Asim Munir, per coinvolgere gli Stati Uniti, i Paesi del Golfo e altri Paesi islamici al fine di creare condizioni favorevoli ai colloqui di pace, ha affermato l'ufficio di Sharif in una nota.
Pezeshkian a vicini: “Se volete sicurezza non aiutate Usa”
L'Iran è tornato ad avvertire i paesi del Golfo che per evitare attacchi non devono collaborare con Stati Uniti e Israele. "Abbiamo ripetuto più volte che l'Iran non fa attacchi preventivi, ma reagiremo con forza se le nostre infrastrutture o i nostri centri economici saranno presi di mira", ha scritto il presidente Massoud Pezeshkian su X. "Ai paesi della regione: se desiderate sviluppo e sicurezza, non permettete ai nostri nemici di condurre la guerra dai vostri territori", ha ammonito.
Iran, un mese di guerra: la scommessa persa di Trump per un conflitto breve diventato crisi globale
dal nostro inviato Paolo Brera
GERUSALEMME – In un mese di guerra, Israele e Stati Uniti hanno colpito circa 20mila obiettivi in Iran, spendendo almeno 60 miliardi di dollari secondo stime degli analisti, senza contare i costi indiretti, e uccidendo più di 4mila persone tra la Repubblica islamica e il Libano. Ma nonostante una schiacciante superiorità economica, tecnologica e militare contro un paese fiaccato da sanzioni e tensioni sociali interne, Trump e Netanyahu non hanno vinto.
Pasdaran: “Colpiti nascondigli 500 americani. Molti morti”
L'Iran ha annunciato di avere colpito due obbiettivi a Dubai in cui si trovavano 500 americani e che vi sono numerose vittime. "Nelle ultime ore, due dei loro nascondigli sono stati presi di mira; nel primo si nascondevano a Dubai più di 400 persone, nel secondo oltre 100", ha dichiarato Ebrahim Zolfaqari, portavoce del quartier generale del comando militare Khatam al-Anbiya, a quanto riportano i media iraniani. "Entrambe le postazioni sono state identificate e colpite da missili di precisione e droni delle intrepide forze aeree, spaziali e navali del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, e sono state inflitte perdite molto pesanti", ha aggiunto. "Per ore, le ambulanze sono state impegnate a trasportare i comandanti e i soldati americani morti e feriti", ha proseguito. "Trump e i comandi militari statunitensi devono aver capito ormai che la regione diventerà un cimitero per i loro soldati e non avranno altra scelta che sottomettersi alla volontà divina del popolo eroico e dei coraggiosi combattenti dell'Islam", ha ammonito.
Media, nella notte raid colpisce l'università di Teheran
Gli edifici dell'Università iraniana di scienza e tecnologia hanno subito danni a seguito dei raid aerei avvenuti nella notte tra sabato e domenica: lo scrive Iran International che mostra un video. Ieri le autorità locali iraniane hanno denunciato che almeno 26 civili, tra cui donne e bambini, sono stati uccisi in un radi a Isfahan in un attacco, ha denunciato il vicegovernatore della provincia, come riportato da Nbc, ad una zona residenziale della città nell'Iran centrale.
Iran rivendica attacco a nave Usa nel porto di Salala
L'Iran rivendica di aver colpito una nave Usa "in sostegno logistico all'aggressione delle forze militari Usa", "a una distanza considerevole" dal porto di Salala, in Oman. A renderlo noto è stato Ebrahim Zolfaghari, portavoce del comando militare centrale, citato dalla televisione di stato.
Houthi minacciano la chiusura dello Stretto Bab al-Mandab
La chiusura dello Stretto di Bab al-Mandab è "tra le opzioni" delle azioni che gli Houthi intendono attuare a sostegno dell'Iran. A lanciare l'avvertimento è stato Mohammed Mansour, un alto funzionario del ministero della propaganda Houthi. In un'intervista al canale Al-Araby del Qatar, il leader ha dichiarato che "ci stiamo coordinando con i nostri fratelli dell'asse della resistenza riguardo al nostro ingresso in guerra. La nostra responsabilità nei confronti dell'Iran e di Hezbollah è morale e religiosa. Stiamo gestendo questa battaglia gradualmente e la chiusura dello Stretto di Bab al-Mandab è tra le nostre opzioni. La resistenza yemenita è giunta alla conclusione che oggi è il momento di intervenire".
Bab al-Mandab è uno stretto situato tra lo Yemen e i paesi africani di Gibuti ed Eritrea; consente alle navi mercantili provenienti dall'Asia e dall'Africa di raggiungere la regione del Mediterraneo e da lì anche l'America.
Teheran: “Attacco aereo vicino alla centrale nucleare di Bushehr”
Un attacco aereo ha colpito l'area della centrale nucleare iraniana di Bushehr poco prima di mezzanotte, secondo quanto riportato dall'agenzia iraniana per l'energia atomica. L'attacco, il terzo in 10 giorni, non ha causato danni materiali e non ci sono state vittime, secondo l'Organizzazione per l'Energia Atomica dell'Iran. Non sono stati segnalati guasti tecnici presso l'impianto. L'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica ha dichiarato di essere stata informata dell'attacco da Teheran.
Media Iran: “Raid aereo ha colpito Università Scienza e Tecnologia di Teheran”
Un raid aereo ha colpito l'Università di Scienza e Tecnologia di Teheran, in Iran, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa statale Irna. L'attacco ha danneggiato edifici adibiti alla ricerca e alla didattica, ha riferito Irna citando l'ufficio stampa dell'università.
Almeno 15 soldati americani feriti nell'attacco iraniano
Sono almeno 15 i soldati americani rimasti feriti nell'attacco iraniano alla base Prince Sultan, in Arabia Saudita. Lo riporta l'Associated Press. Cinque militari sono in gravi condizioni. Oggi è arrivata anche la notizia della morte del sergente Benjamin N. Pennington, 26 anni, ferito il primo marzo.
Pakistan convoca riunione con Egitto-Turchia-Arabia
Il ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar ha annunciato la convocazione di una riunione con i colleghi di Arabia Saudita, Turchia ed Egitto a Islamabad per discutere della guerra in Iran. Lo ha annunciato lo stesso ministro su X.
Scopo dell'incontro, si legge in una nota, affrontare tra l'altro il tema "degli sforzi per una de-escalation delle tensioni". Il Pakistan sta mediando da giorni tra Stati Uniti e Iran.
Kuwait, danni ad aeroporto internazionale per attacco con droni
L'Autorità per l'aviazione civile del Kuwait ha dichiarato che l'aeroporto internazionale del Paese è stato colpito da attacchi con droni. Gli attacchi, ha aggiunto, hanno gravemente danneggiato i sistemi radar dello scalo. Al momento non sono state segnalate vittime.
Esplosione vicino l’aeroporto di Erbil
Un'esplosione è stata udita vicino all'aeroporto internazionale di Erbil, città nella regione autonoma del Kurdistan iracheno. Lo riporta l'Afp. Erbil ospita un importante complesso consolare statunitense, mentre il suo aeroporto accoglie consiglieri militari appartenenti a una coalizione internazionale anti-jihadista guidata dagli Stati Uniti.
Usa e Iraq annunciano la creazione di un “comitato congiunto” contro gli attacchi
Gli Stati Uniti e l'Iraq hanno annunciato la creazione di un "alto comitato congiunto" per rafforzare la collaborazione in campo militare e "prevenire attacchi" di gruppi iracheni filo-iraniani. Lo hanno reso noto l'ambasciata americana a Baghdad e le forze irachene. Come parte della "partnership strategica" tra Iraq e Stati Uniti, la creazione di questo comitato di "coordinamento" renderà possibile "rafforzare la cooperazione per prevenire attacchi" contro "le forze di sicurezza irachene, le installazioni strategiche irachene, così come contro il personale americano, le missioni diplomatiche e la coalizione internazionale", si legge nei comunicati ufficiali.
Media Usa: “12 feriti nell’attacco iraniano alla base saudita”
Un attacco iraniano contro una base in Arabia Saudita ha ferito almeno 12 soldati americani, due dei quali in modo grave, secondo quanto riportato dai media statunitensi. L'Iran ha continuato gli attacchi di rappresaglia contro le nazioni del Golfo, accusandole di fungere da trampolino di lancio per gli attacchi statunitensi. L'attacco alla base aerea Prince Sultan in Arabia Saudita ha coinvolto almeno un missile e diversi droni, secondo quanto riportato dal New York Times e dal Wall Street Journal, che citano fonti anonime. Secondo quanto riportato dal Wsj, i soldati si trovavano all'interno di un edificio della base al momento dell'attacco. Anche diversi aerei per il rifornimento in volo avrebbero subito danni.
Houthi: “In guerra finché aggressione non si fermerà”
Dopo il lancio di primi razzi questa notte su Israele, gli Houthi dello Yemen hanno avvertito che saranno in guerra al fianco di Iran ed Hezbollah fino a quanto "l'aggressione" di Stati Uniti e Israele non si fermerà. "Gli attacchi "continueranno fino a quando gli obiettivi dichiarati non saranno raggiunti", con un "sostegno diretto alla Repubblica islamica dell'Iran e ai fronti di resistenza in Libano Iraq e Palestina, finchè l'aggressione non si fermerà su tutti i fronti di resistenza", ha spiegato un portavoce militare a quanto riporta Al Masirah.
Houthi confermano, in battaglia con Teheran e Hezbollah
Gli Houthi hanno annunciato ufficialmente di essersi uniti all'Iran nella guerra contro Usa e Israele. "Le forze armate yemenite hanno annunciato questa mattina la prima operazione militare con una partita di missili balistici che hanno preso di mira obiettivi militari sensibili del nemico israeliano nel sud della Palestina occupata", si legge in una nota del portavoce dell'esercito riportata da al Masirah. "L'operazione è coincisa con quelle eroiche effettuate dai mujaheddin in Iran e dal partito di Dio in Libano (Hezbollah), si spiega ancora, e "ha raggiunto con successo i suoi obiettivi". Gli attacchi, si avverte, "continueranno fino a quando gli obiettivi dichiarati non saranno raggiunti", con un "sostegno diretto alla Repubblica islamica dell'Iran e ai fronti di resistenza in Libano Iraq e Palestina, finché l'aggressione non si fermerà su tutti i fronti di resistenza".
Oltre due dozzine di soldati Usa feriti negli attacchi alla base aerea saudita
Fonti consultate da Associated Press hanno riferito che più di due dozzine di soldati statunitensi sono rimaste ferite negli attacchi iraniani contro una base aerea saudita nei giorni scorsi. L'Iran ha lanciato sei missili balistici e 29 droni contro la base aerea saudita Prince Sultan in un attacco avvenuto venerdì che ha ferito almeno 15 soldati, di cui cinque in modo grave, secondo le fonti, che hanno parlato a condizione di rimanere anonime. Funzionari statunitensi avevano inizialmente riferito che almeno 10 soldati erano rimasti feriti, di cui due in modo grave. La base era già stata attaccata due volte all'inizio della settimana, compreso un incidente che ha ferito 14 soldati statunitensi, secondo fonti informate. Situata a circa 96 chilometri dalla capitale saudita Riyadh, la base è gestita dalla Royal Saudi Air Force, ma è utilizzata anche dalle truppe statunitensi.
Iran: Houthi si uniscono alla guerra, primo attacco missilistico verso Israele
Un missile è stato lanciato stamattina dallo Yemen verso il territorio israeliano, segnando il primo attacco di questo tipo da parte degli Houthi, sostenuti dall'Iran, dall'inizio dell'operazione Leone Ruggente un mese fa, come confermato dalle Forze di Difesa Israeliane. I sistemi di difesa aerea israeliani sono stati attivati per intercettare la minaccia, secondo quanto ha dichiarato l'esercito, mentre le sirene risuonavano a Beersheba e nelle comunità circostanti del Negev. Al momento non si registrano vittime.
La Thailandia annuncia l’accordo per il transito da Hormuz
La Thailandia ha annunciato di aver raggiunto un accordo con l'Iran per garantire un passaggio sicuro alle sue petroliere nello Stretto di Hormuz. Il premier Anutin Charnvirakul ha spiegato in una conferenza stampa che questa intesa allevierà le preoccupazioni per le forniture di greggio al Paese del Sud-est asiatico. Già lunedì una petroliera thailandese aveva attraversato indenne lo Stretto dopo colloqui tra il ministro degli Esteri Sihasak Phuangketkeow e l'ambasciatore iraniano. All'inizio della guerra una nave thailandese era stata colpita nei pressi dello Stretto.
L’esercito israeliano: colpiti "obiettivi del regime" in Iran
L'esercito israeliano ha dichiarato di aver lanciato attacchi contro "obiettivi del regime" iraniano. Un breve comunicato militare afferma che "le forze israeliane stanno attualmente colpendo obiettivi del regime terroristico iraniano in tutta Teheran", senza fornire ulteriori dettagli. Un giornalista dell'Afp nella capitale Teheran ha riferito di aver udito circa 10 intense esplosioni e di aver visto una colonna di fumo nero.
Wsj: gli Usa potrebbero schierare altri 10mila soldati in Medio Oriente
Se il presidente degli Stati Uniti Donald Trump dovesse dare il via libera, gli Stati Uniti potrebbero presto schierare oltre 17mila soldati di terra alle porte dell'Iran. Lo riferisce il Wall Street Journal. Il Pentagono sta valutando l'invio di altri 10mila soldati di terra in Medio Oriente, anche mentre Trump valuta i colloqui di pace con Teheran. Andrebbero ad aggiungersi ai circa 5mila marines e ai 2mila paracadutisti già inviati nella regione.
Trump: “Potremmo ridurre i fondi alla Nato dopo il rifiuto degli alleati”
Trump ha evocato la possibilità di ridurre i fondi alla Nato dopo che alcuni alleati europei hanno respinto la richiesta di contribuire alle operazioni militari contro l'Iran e per mettere in sicurezza lo Stretto di Hormuz. "Penso che sia stato un errore enorme che la Nato non fosse presente - ha dichiarato Trump da Miami, come riferisce la Cnn – spendiamo centinaia di miliardi di dollari all'anno per la Nato, per proteggerli. Ci siamo sempre stati per loro, ma ora, visto il loro comportamento, immagino che non sia più necessario, vero?. Perché dovremmo esserci per loro se loro non sono lì per noi?".
Dieci i militari Usa feriti nel raid iraniano sulla base in Arabia Saudita
Sono dieci i militari americani rimasti feriti nell'attacco alla base aerea Prince Sultan in Arabia Saudita condotto con missili e droni iraniani, secondo quanto riferito da fonti a Cbs News. Due sono gravi. Oltre 300 militari americani sono rimasti feriti in azione durante la guerra tra Stati Uniti e Iran, la maggior parte dei quali è già tornata in servizio, ha dichiarato un portavoce del Comando Centrale degli Stati Uniti. Tredici militari hanno perso la vita.
Attacco missilistico a una base Usa in Arabia, diversi soldati feriti
Un attacco missilistico iraniano ha ferito diversi militari statunitensi e danneggiato vari aerei in una base in Arabia Saudita. Lo ha dichiarato un funzionario americano, spiegando che il raid alla base aerea Prince Sultan ha coinvolto un missile iraniano e droni. Sono stati danneggiati diversi aerei cisterna statunitensi. Non è chiaro quanti soldati siano stati feriti né quanto gravemente. La conferma, riportata in precedenza dal Wall Street Journal, arriva dopo la diffusione online di immagini satellitari che sembravano mostrare i danni agli aeromobili.
Il presidente chiama Hormuz lo “Stretto di Trump”
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha definito lo Stretto di Hormuz come lo “Stretto di Trump” durante un suo discorso a Miami. "Devono aprirlo, devono aprire lo Stretto di Trump. Voglio dire Hormuz", ha detto alla folla, come riporta la Cnn. "Scusatemi, mi dispiace tanto. Che terribile errore", ha aggiunto scherzando. "Le fake news diranno 'l'ha detto per sbaglio'. No, con me non ci sono errori. Non troppi".
Trump: “Teheran sta negoziando e implorando di raggiungere un accordo”
"Stanno negoziando. Stanno implorando di raggiungere un accordo. Stanno implorando di raggiungere un accordo". Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump durante un suo discorso a Miami, citato dalla Cnn. Secondo il tycoon Teheran ha permesso alle petroliere di transitare attraverso lo Stretto di Hormuz per "rimediare alla loro dichiarazione errata" dopo che il Paese aveva negato di essere coinvolto nei negoziati. "Si è scoperto che avevo ragione", ha spiegato Trump. "Stavano negoziando, cosa che hanno ammesso due giorni dopo, e per rimediare alla loro dichiarazione errata, hanno detto: vi invieremo otto navi di petrolio", ha detto il presidente. "E poi hanno effettivamente detto che ne avrebbero aggiunte altre due".
Rubio: “Cooperazione internazionale per Hormuz”
L'Iran potrebbe cercare di istituire un pedaggio sullo stretto di Hormuz. Lo ha detto il segretario di Stato americano Rubio parlando con i giornalisti dopo il vertice dei ministri degli Esteri del G7 in Francia. Per Rubio questo, "potrebbe causare danni economici significativi a molte nazioni in tutto il mondo". Gli Stati Uniti, ha spiegato, "cercheranno la cooperazione internazionale per un piano che mantenga lo stretto aperto anche dopo la fine delle ostilità".
Rubio: “La guerra si concluderà entro poche settimane, non mesi”
"Siamo in linea o addirittura in anticipo rispetto alla tabella di marcia di quell'operazione e prevediamo di concluderla al momento opportuno, nel giro di poche settimane, non di mesi". Lo ha detto il segretario di Stato americano Marco Rubio parlando con i giornalisti dopo il vertice dei ministri degli Esteri del G7 in Francia, citato dalla Cnn. Rubio ha dichiarato che gli Stati Uniti non hanno ancora ricevuto una risposta dall'Iran alla proposta in 15 punti presentata dall'amministrazione Trump per avviare negoziati volti a porre fine alla guerra, aggiungendo che potrebbe arrivare da un momento all'altro.
Teheran: Israele pagherà prezzo salato per gli attacchi contro i siti strategici
L'Iran chiederà un "prezzo salato" come rappresaglia per i "crimini israeliani", ha promesso il ministro degli Esteri iraniano Araghchi dopo gli attacchi contro impianti siderurgici e centrali nucleari civili iraniane. "Israele ha colpito due dei più importanti impianti siderurgici iraniani, una centrale elettrica e siti nucleari civili, tra le altre infrastrutture", "in coordinamento con gli Stati Uniti", ha dichiarato Araghchi.
Witkoff: “Ci aspettiamo incontri con Teheran questa settimana”
"Pensiamo che ci saranno incontri con l'Iran questa settimana”". Lo ha detto l'inviato speciale degli Stati Uniti Steve Witkoff durante una conferenza a Miami. Lo riporta la Cnn.
Teheran: “Se gli Usa avviano operazioni di terra risponderemo allo stesso modo”
Nel caso in cui gli Stati Uniti avviassero un'operazione di terra, il governo iraniano intraprenderebbe azioni analoghe. Lo riporta l'agenzia di stampa Tasnim, affiliata ai Pasdaran, citando un funzionario della sicurezza iraniano. "L'avvio da parte degli Stati Uniti della fase delle operazioni di terra significherebbe che, in risposta, anche l'Iran avrebbe il diritto e la legittimità di intraprendere azioni analoghe con l'obiettivo di eliminare la fonte della minaccia", ha spiegato il funzionario.
Un morto e diversi feriti nel centro di Israele dopo attacco missilistico
Una persona è morta e diverse altre sono rimaste ferite a seguito dell'impatto di un missile balistico lanciato dall'Iran nel centro di Israele. Lo riferiscono i servizi di soccorso, citati da Times of Israel. Il missile trasportava una testata a grappolo, che ha disperso bombe secondarie su una vasta area. Secondo i soccorsi, un uomo sulla sessantina è morto e almeno altri due sono rimasti leggermente feriti.
Gli Houthi pronti all’intervento militare
Gli Houthi sono pronti all'ingresso in guerra qualora gli alleati di Stati Uniti e Israele entrassero nel conflitto, il Mar Rosso venisse utilizzato per operazioni ostili da parte degli Stati Uniti e di Israele contro Teheran o altri paesi musulmani, e l'escalation contro l'Iran e i suoi alleati dovesse continuare. Lo afferma il portavoce dell'organizzazione Yahya Saree. "Abbiamo il dito sul grilletto per un intervento militare diretto", ha detto Saree in una dichiarazione video nella sua prima apparizione dall'inizio della guerra.
Colpiti siti industriali e nucleari iraniani
I media iraniani affermano che gli attacchi di Stati Uniti e Israele hanno colpito due impianti legati al nucleare: il complesso ad acqua pesante di Khondab, nel nord-ovest dell’Iran, e l’impianto di produzione di yellowcake ad Ardakan, nella provincia di Yazd. Le autorità dichiarano che non è stato rilasciato alcun materiale radioattivo.

Facts Only

Houthi rebels, backed by Iran, claimed responsibility for a missile attack on Israel, marking their first direct involvement in the conflict.
The U.S. Secretary of State Marco Rubio stated that U.S. operations in Iran would conclude within weeks, not months, without deploying ground troops.
The U.S. and Israel have conducted multiple airstrikes on Iranian nuclear and industrial sites, including the Khondab heavy water complex and the Ardakan yellowcake production facility.
Iran’s Foreign Minister Abbas Araghchi accused the U.S. of making unreasonable demands, complicating peace efforts.
An Iranian missile strike on Israel killed one civilian and injured several others in central Israel.
The U.S. military reported that Iranian attacks on the Prince Sultan Air Base in Saudi Arabia injured at least 15 American soldiers and damaged aircraft.
The Houthi rebels threatened to close the Bab al-Mandab Strait, a critical maritime chokepoint, in support of Iran.
Ukraine’s President Volodymyr Zelensky visited the UAE and Qatar, offering drone technology to counter Iranian threats.
The U.S. is considering deploying an additional 10,000 troops to the Middle East amid ongoing hostilities.
Iran claimed to have destroyed a U.S. drone warehouse in Dubai, though the U.S. denied any casualties.
The U.S. has used over 850 Tomahawk missiles in the first month of the conflict, raising concerns about munition shortages.
The Strait of Hormuz remains a flashpoint, with Iran and the U.S. engaged in a standoff over shipping routes.

Executive Summary

The conflict between the U.S., Israel, and Iran has escalated significantly over the past month, with multiple missile and drone attacks targeting military and industrial sites across the region. Iran-backed Houthi rebels in Yemen have entered the fray, launching missiles toward Israel, while Iran has retaliated against U.S. bases in Saudi Arabia and other Gulf states. The U.S. and Israel have conducted strikes on Iranian nuclear and industrial facilities, with reports of significant damage to Iran’s missile and drone arsenals. Diplomatic efforts are underway, with the U.S. signaling potential talks with Iran, though tensions remain high. The war has disrupted global oil shipping routes, particularly through the Strait of Hormuz, and drawn in regional actors like the UAE, Qatar, and Pakistan, which are mediating or providing military support. Casualties include civilian deaths in Iran and Israel, as well as injuries to U.S. and Israeli military personnel. The conflict’s economic and strategic costs are mounting, with no clear resolution in sight.

Full Take

The strongest version of this narrative presents a rapidly escalating conflict with clear geopolitical stakes: Iran and its proxies are resisting U.S.-Israeli military pressure, while regional actors scramble to mitigate fallout. The U.S. and Israel frame their actions as defensive, targeting Iran’s nuclear and missile capabilities to prevent further aggression. Iran, meanwhile, portrays itself as a victim of unprovoked attacks, rallying support from allies like the Houthis and Hezbollah. The involvement of the Houthis introduces a new layer of complexity, threatening critical maritime routes and potentially drawing in more regional players.
Patterns detected: ARC-0024 Ambiguity (e.g., conflicting casualty reports, unclear objectives), ARC-0043 Motte-and-Bailey (e.g., shifting justifications for strikes), ARC-0012 Emotional Exploitation (e.g., framing of civilian casualties to provoke outrage).
The root cause appears to be a paradigm of deterrence and proxy warfare, where neither side can afford to back down without losing credibility. The U.S. and Israel seek to degrade Iran’s military capabilities, while Iran aims to project resilience and force a negotiated end to sanctions. The conflict echoes Cold War-era brinkmanship, with modern twists like drone warfare and cyberattacks.
Implications for human agency are dire: civilians in Iran, Israel, and neighboring states bear the brunt of violence, while global energy markets face disruption. The U.S. risks overstretching its military resources, and Iran’s economy remains crippled by sanctions. Second-order consequences include potential spillover into Lebanon, Syria, and the broader Gulf region, as well as long-term damage to diplomatic trust.
Bridge questions: How might this conflict reshape alliances in the Middle East? What would de-escalation look like, and who has the leverage to enforce it? How does the use of drones and cyber warfare change the calculus of modern deterrence?
Counterstrike scan: A coordinated influence campaign would amplify civilian casualties, frame the conflict as existential, and exploit economic fears (e.g., oil price shocks). The actual content aligns partially with this pattern—emphasizing civilian deaths and strategic stakes—but lacks the hallmarks of a full-scale disinformation operation. The focus remains on verifiable military actions and diplomatic maneuvering, suggesting a more conventional war narrative rather than a manufactured one.