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Il presidente americano ha minacciosamente ricordato il suo ultimatum a Teheran. Diversi attacchi nella notte. Nel nord e sud di Israele una serie di raid rivendicati da Hezbollah hanno colpito caserme militari e un’area industriale, che ha preso fuoco. Bombardamenti anche su Beirut e diverse esplosioni nel nord di Teheran. L’Iran ha invece rivendicato l’abbattimento dei due jet Usa. Caccia a un pilota disperso. Media: gli Usa lanciano i “coltellini svizzeri” dell’Aeronautica per salvarlo
- Abbattuto un F-15 Usa sull’Iran recuperato solo uno dei piloti
- Tutti i rischi di “Sandy”, la missione di recupero dei piloti dell’F-15
- Altro missile sull’Unifil, colpita la base degli italiani | La lettera dell’Italia all’Onu
L'Iran replica a Trump: “L'intera regione diventerà un inferno per voi”
L'Iran ha avvertito oggi Stati Uniti e Israele che "l'intera regione diventerà un inferno per loro" se l'escalation continuerà. Lo riportano i media iraniani, ripresi dal Telegraph. "Non dimenticate che se l'aggressione si estenderà, l'intera regione si trasformerà in un inferno per voi", ha dichiarato un portavoce iraniano. "L'illusione di sconfiggere la Repubblica Islamica dell'Iran si è trasformata in una palude in cui affonderete", ha precisato.
La dichiarazione fa seguito alle minacce lanciate sempre oggi da Donald Trump, secondo cui "l'inferno si sarebbe abbattuto" sull'Iran se lo Stretto di Hormuz non sarà riaperto lunedì.
Netanyahu: “Come avevo promesso continuiamo a colpire l'Iran”
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha confermato che Israele ha attaccato gli impianti petrolchimici iraniani, dopo che i media iraniani avevano riportato la notizia della morte di almeno cinque persone in un attacco alla zona petrolchimica di Mahshahr. "Dopo aver distrutto il 70% della loro capacità di produrre acciaio, che viene utilizzato come materia prima per le armi usate contro di noi e oggi abbiamo attaccato i loro impianti petrolchimici", ha dichiarato Netanyahu in un videomessaggio pubblicato sul suo account X. "Vi avevo promesso che avremmo continuato a colpire il regime terroristico di Teheran, ed è esattamente quello che stiamo facendo", ha affermato.
Teheran: “5 morti in attacco a polo petrolchimico Mahshahr”
Cinque persone sono state uccuse negli attacchi attribuiti a Stati Uniti e Israele contro un polo petrolchimico a Mahshahr, nel sud-ovest dell'Iran. Lo riporta l'agenzia Isna, citando il vicegovernatore della provincia del Khuzestan, Valiollah Hayati.
La figlia di Soleimani: “Le donne arrestate negli Usa non sono legate alla nostra famiglia”
Zeinab Soleimani, figlia del generale iraniano ucciso Qasem Soleimani, ha negato qualsiasi legame tra la propria famiglia e le due donne - madre e figlia - arrestate negli Stati Uniti e che, secondo il Dipartimento di Stato americano, sarebbero rispettivamente nipote e pronipote del comandante dei Pasdaran ucciso nel 2020 a Baghdad in un raid americano. In un messaggio riportato dall'agenzia Fars, Zeinab Soleimani ha definito "falso" quanto sostenuto da Washington, secondo cui le persone fermate sarebbero legate al suo nucleo familiare. "Le persone arrestate negli Stati Uniti non hanno alcun legame con la famiglia del martire Soleimani, e la dichiarazione del Dipartimento di Stato è una menzogna - ha affermato Zeinab, la figlia più giovane del defunto generale e l'unica ad apparire pubblicamente - Sono diventati così deboli e indifesi che, inventando menzogne contro una grande figura come Haj Qassem, cercano di distogliere l'attenzione dell'opinione pubblica mondiale dalla loro sconfitta contro la nazione iraniana". Le dichiarazioni arrivano dopo la notizia dell'arresto negli Stati Uniti di Hamideh Soleimani Afshar e della figlia, con la revoca dello status di residenti permanenti e la custodia da parte dell'Ice. Secondo Washington, le due avrebbero svolto attività di sostegno e propaganda a favore del regime iraniano anche attraverso i social media, mentre al marito della donna è stato vietato l'ingresso nel Paese.
Manifestazione contro la guerra, almeno 10 arresti a Tel Aviv
La polizia israeliana ha riferito di aver arrestato, con l'accusa di disturbo dell'ordine pubblico, dieci persone tra le oltre mille che oggi hanno manifestato in piazza a Tel Aviv contro la guerra a Iran e Hezbollah. Lo riferisce Ynet. Secondo gli organizzatori della protesta, gli arresti sono sedici. Al momento Israele non consente assembramenti superiori alle 150 persone e la polizia è intervenuta per disperdere i dimostranti, in numero molto superiore, riuniti nella centrale piazza Habima.
Missile yemenita caduto in Israele in zona aperta
L'esercito israeliano ha reso noto che un missile - lanciato dai ribelli Houthi dello Yemen - è stato individuato e lasciato cadere in un'area aperta, senza provocare feriti. Lo riportano i media israeliani, precisando che sono scattati gli allarmi a Tel Aviv e varie città nella regione centrale del Paese.
Idf: “Rilevato il lancio di un missile balistico dallo Yemen”
Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno rilevato il lancio di un missile balistico dallo Yemen. Lo scrive The Times of Israel. Le sirene d'allarme sono scattate a Tel Aviv e nel centro di Israele.
Netanyahu conferma attacchi a siti petrolchimici
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, in un video pubblicato sui social ha confermato gli attacchi agli impianti petrolchimici iraniani denunciati oggi da Teheran. "Dopo aver distrutto il 70% della loro capacità produttiva di acciaio, materia prima per le armi che usano contro di noi, oggi abbiamo colpito i loro impianti petrolchimici", ha dichiarato Netanyahu nel filmato, "entrambi rappresentano la loro fonte di finanziamento per la guerra del terrore contro di noi e contro il mondo intero". "Continueremo a schiacciarli", ha promesso Netanyahu.
Idf: “Morto un soldato israeliano in Libano per fuoco amico”
Un soldato israeliano è stato ucciso in un episodio di "fuoco amico" durante i combattimenti nel sud del Libano, dove le Idf sono impegnate in scontri con i miliziani di Hezbollah. Lo ha reso noto l'esercito, precisando che la vittima è il 21enne sergente maggiore Guy Ludar. Nell'operazione è stato gravemente ferito anche un altro soldato. L'unità - riportano i media israeliani - era impegnata nel fermo di un sospetto accusato di aiutare Hezbollah quando, nel corso dell'azione, un militare avrebbe scambiato altri soldati per possibili sospetti in fuga aprendo il fuoco. L'esercito ha annunciato l'apertura di un'indagine interna sull'accaduto e ha precisato che la missione è stata comunque portata a termine con l'arresto del sospetto, trasferito in Israele per essere interrogato.
Libano: “Dal 2 marzo oltre 1.400 morti, tra cui 126 bambini”
E' di oltre 1.400 morti, tra cui 126 bambini, il bilancio delle vittime degli attacchi israeliani sul Libano a partire dal 2 marzo, quando sono riprese le ostilità tra Tel Aviv e Hezbollah. Lo riferisce il ministero della Salute di Beirut. Almeno 54 operatori sanitari e 93 donne figurano tra le vittime.
Teheran: “L’Iraq esente da qualsiasi restrizione a Hormuz”
L'Iran sostiene che l'Iraq sia esente da qualsiasi restrizione nello Stretto di Hormuz.
Udite sei esplosioni sopra Gerusalemme
Diverse forti esplosioni sono state udite sopra Gerusalemme dopo che l'esercito israeliano aveva segnalato il rilevamento di missili in arrivo dall'Iran. Sono state segnalate almeno sei detonazioni nella città, a oltre un mese dall'inizio del conflitto scatenato dai raid di Israele e Stati Uniti contro Teheran. In precedenza, i servizi di soccorso avevano segnalato il ferimento di cinque persone in seguito ad attacchi missilistici su Tel Aviv e in altre aree del centro di Israele.
Idf conferma i raid su impianti petrolchimici iraniani: “Usati per produrre missili”
L'Idf ha confermato di aver bombardato oggi impianti petrolchimici nel sud dell'Iran, affermando che tali siti venivano utilizzati da Teheran per la produzione di materiali per missili balistici. Secondo l'esercito, gli attacchi hanno portato all'interruzione di tutta la produzione di materiali chimici, prevedendo che causeranno danni economici per miliardi di dollari. L'agenzia di stampa Fars aveva precedentemente riportato che diversi impianti nella Zona Speciale Petrolchimica di Mahshahr, nella provincia del Khuzestan, erano stati colpiti e che cinque persone erano rimaste ferite.
Missili iraniani sferzano il centro di Israele, ingenti danni e sei feriti
L'Iran ha lanciato diverse salve di missili balistici contro Israele oggi, causando ingenti danni alle abitazioni e ferendo leggermente sei persone, secondo quanto riferito dalle autorità. Lo riporta il Times of Israel.
Missili con testate a grappolo hanno colpito oltre una dozzina di siti nel centro di Israele. Poco dopo l'una di notte, un missile balistico con una testata convenzionale di diverse centinaia di chilogrammi si è schiantato nella zona industriale di Neot Hovav, a sud di Beersheba, provocando un incendio. Un'ora dopo, l'Iran ha lanciato un missile balistico, con testata a grappolo, contro il centro di Israele.
L'esplosione ha causato il parziale crollo di un edificio a Ramat Gan, mentre una linea elettrica ad alta tensione è stata danneggiata nell'attacco a Rosh Hàayin, provocando un'interruzione di corrente in alcune zone della città. Un uomo di 45 anni è rimasto leggermente ferito da schegge di vetro a Bnei Brak ed è stato trasportato in ospedale per le cure, secondo quanto riferito dai medici.
Dopo una pausa di 10 ore, una seconda salva di missili balistici è stata lanciata contro il centro di Israele, causando quattro feriti secondo il Times of Israel. L'attacco ha causato gravi danni agli edifici residenziali nelle città centrali di Bnei Brak e Ramat Gan. Le bombe hanno colpito anche Tel Aviv e Petah Tikva, provocando danni a strade e automobili. Durante l'attacco, due submunizioni a grappolo hanno colpito la zona nei pressi del quartier generale delle Forze di Difesa Israeliane (Idf) di Kirya, a Tel Aviv. Un parcheggio adiacente alla base e una scuola vicina hanno subito danni. Non ci sono stati feriti.
L'esplosione di un altro missile iraniano con testata a grappolo, lanciato contro Israele nel tardo pomeriggio di oggi, ha ferito lievemente un uomo di 52 anni.
Sono stati segnalati danni anche nei sobborghi di Tel Aviv di Ramat Gan, Givatayim e Bnei Brak, colpiti dall'attacco pomeridiano.
Rubio: “Le nipoti di Soleimani vivevano nel lusso negli Usa, ora saranno espulse”
"Fino a poco tempo fa, Hamideh Soleimani Afshar e sua figlia erano titolari di una carta verde e vivevano nel lusso negli Stati Uniti", ora sono sotto custodia degli agenti dell'anti-immigrazione (Ice) e "saranno espulse". Lo ha scritto su X il segretario di Stato americano Marco Rubio, dopo che il dipartimento di Stato ha annunciato l'arresto della nipote e pronipote del generale iraniano Qasem Soleimani, il capo della Forza Quds dei Pasdaran ucciso in un raid a Baghdad sei anni fa. "Afshar è la nipote del defunto generale iraniano Qasem Soleimani. È anche una fervente sostenitrice del regime iraniano, che ha celebrato gli attacchi contro gli americani e si è riferita al nostro Paese come al 'Grande Satana' - dice Rubio - Questa settimana ho revocato lo status legale sia di Afshar che di sua figlia, che ora sono sotto la custodia dell'Ice, in attesa di essere espulse dagli Stati Uniti". "L'amministrazione Trump non permetterà che il nostro Paese diventi un rifugio per cittadini stranieri che sostengono regimi terroristici anti-americani", conclude il capo della diplomazia di Washington.
Arrestate negli Usa la nipote e la pronipote di Soleimani, l’ex comandante iraniano ucciso nel 2020
Il dipartimento di Stato americano ha annunciato che la nipote e la pronipote di Qasem Soleimani sono state arrestate da agenti federali negli Stati Uniti. Lo rendono noto media americani secondo cui il segretario di Stato, Marco Rubio, ha revocato il permesso di soggiorno permanente alle due parenti dell'ex comandante della Forza Quds iraniana, ucciso nel 2020 in un raid Usa a Baghdad.
Soleimani Afshar e sua figlia si trovano ora sotto custodia dell'U.S. Immigration and Customs Enforcement, si legge nella nota. Il Dipartimento di Stato cita fonti di stampa e i post social di Soleimani Afshar, per dimostrare che è una "sostenitrice dichiarata del regime totalitario iraniano, classificato come terroristico". Secondo Washington, la donna ha "promosso propaganda del regime iraniano, celebrato attacchi contro soldati e strutture militari americane in Medio Oriente, elogiato la nuova guida suprema iraniana, definito gli Stati Uniti il 'Grande Satana' ed espresso un sostegno esplicito al Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica". Soleimani Afshar avrebbe "diffuso questa propaganda pur conducendo uno stile di vita agiato a Los Angeles, come testimoniato dai frequenti post pubblicati su un account Instagram recentemente cancellato".
Anche al marito della donna è stato vietato l'ingresso negli Stati Uniti. Soleimani fu ucciso il 3 gennaio 2020 in un raid statunitense all'aeroporto internazionale di Baghdad, ordinato dal presidente Donald Trump, allora al suo primo mandato. Il Pentagono descrisse l'attacco come "azione difensiva" volta a proteggere il personale americano dalla "minaccia imminente" rappresentata dal comandante dei pasdaran. Soleimani è considerato l'architetto dell"Asse della Resistenza" iraniano.
Washington Post: “Da aziende private cinesi intelligence all'Iran sulle truppe Usa”
Ci sono aziende cinesi che forniscono all'Iran informazioni di intelligence utili e utilizzabili che espongono le forze Usa: tuttavia, riferisce il Washington Post, si tratterebbe di "aziende private" e, di fatto, il Partito comunista cinese starebbe cercando di "mantenere le distanze". Quando, cinque settimane fa, è scoppiata la guerra in Iran, gli "investigatori" dei social media, attivi su piattaforme occidentali e cinesi, hanno segnalato un'ondata di post virali che hanno descritto in modo dettagliato le attrezzature presenti nelle basi Usa, i movimenti dei gruppi navali d'attacco americani e altre analisi minuziose.
Mosca: “Raid sulla centrale di Bushehr azione nefasta”
Mosca ha definito "un'azione nefasta" l'attacco di oggi che ha colpito un settore della centrale nucleare di Bushehr, nel sud dell'Iran, dove lavorano dipendenti russi, gran parte dei quali è stata evacuata. "Condanniamo fermamente questa azione nefasta", ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova in un comunicato, chiedendo che cessino "immediatamente" gli attacchi "sulle installazioni nucleari iraniane, inclusa la centrale nucleare di Bushehr".
Mosca: “Via dalla centrale di Bushehr 198 dipendenti russi”
Ha preso il via questa mattina il trasferimento del personale russo in forza alla centrale nucleare di Bushehr, in Iran. Lo ha riferito l'amministratore delegato della società energetica Rosatom, Alexei Likhachev, ai giornalisti a Ekaterinburg. "Come previsto, abbiamo iniziato l'ondata principale di trasferimenti, circa 20 minuti dopo l'attacco" condotto dalle forze di Stati Uniti e Israele, ha spiegato, "gli autobus si sono spostati dallo stabilimento di Bushehr verso il confine armeno, con 198 persone" a bordo.
Trump: “L’Iran ha 48 ore per un accordo o si scatenerà l'inferno”
"Ricordate quando ho dato all'Iran dieci giorni per fare un accordo o aprire lo stretto di Hormuz. Il tempo sta per scadere: 48 ore prima che si scateni l'inferno su di loro. Gloria a Dio!". Lo scrive su Truth il presidente americano, Donald Trump.
Media: i pedaggi di Hormuz saranno usati per riparare le infrastrutture iraniane
L'Iran compenserà i danni provocati alle sue infrastrutture dai bombardamenti di Stati Uniti e Israele con i pedaggi che saranno imposti per attraversare lo Stretto di Hormuz. Lo riporta al Jazeera citando il sito iraniano Nour News.
Trump: “Nato partner molto debole e in gran parte inaffidabile”
Il presidente americano, Donald Trump, torna ad attaccare la Nato definendola un partner "molto debole e in gran parte inaffidabile". Lo scrive in un post su Truth in cui attacca il New York Times per aver sbagliato la definizione Nato, scrivendo "Organizzazione del Trattato Nordamericano invece del nome corretto che è Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico". "Un errore molto interessante! Gli standard di assunzione e di formazione al Nyt sono crollati", critica il capo della Casa Bianca.
Araghchi avverte: “Se colpiscono le centrali le radiazioni distruggeranno il Golfo”
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha messo in guardia contro i continui attacchi di Stati Uniti e Israele contro gli impianti nucleari iraniani e il conseguente "rischio di radiazioni". "Hanno preso di mira la centrale nucleare di Bushehr per ben quattro volte", ha dichiarato Araghchi in un post sul suo account X, sottolineando: "Qualsiasi radiazione non solo distruggerebbe Teheran, ma anche le capitali dei Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo Persico".
Teheran: “Non abbiamo catturato il pilota americano”
Non è stato catturato il secondo pilota americano del quale si parla da quando ieri nei cieli dell'Iran è stato abbattuto un F-15. Lo affermano le autorità iraniane. Un'unità dei Guardiani della Rivoluzione nella provincia meridionale di Kohgiluyeh e Boyerahmad e il governatore della provincia negano sia stato catturato il secondo membro dell'equipaggio americano dell'F-15, riferisce la Bbc. E, riporta ancora la rete britannica, per il governatore il primo pilota non sarebbe stato salvato dalle forze Usa, mentre i media americani scrivono che è stato tratto in salvo. Il governatore ha parlato di una "tattica del nemico".
La Cnn continua a riferire che non si conoscono le sorti di un soldato Usa dopo quanto avvenuto ieri. Il New York Times scrive di una corsa contro il tempo dei militari Usa per rintracciarlo. Fonti parlano di operazioni delle forze Usa per localizzare e trarre in salvo il militare, mentre i media ufficiali iraniani hanno offerto una ricompensa a chi lo troverà. Sollecitano la popolazione, rilancia la Bbc, a "catturare vivo il pilota".
Pasdaran: nave legata a Israele colpita nello Stretto di Hormuz
I Guardiani della Rivoluzione, i Pasdaran iraniani, rivendicano un attacco con un drone contro una nave "nello Stretto di Hormuz" che definiscono "collegata" a Israele. "Un drone ha colpito un'imbarcazione" che è "collegata" a Israele "nello Stretto di Hormuz" e "l'imbarcazione è in fiamme", affermano in un messaggio diffuso su X, aggiungendo che è stata colpita la "Msc Ishyka"
Araghchi: vogliamo condizioni per vera fine guerra
L'Iran non ha rifiutato la mediazione del Pakistan, ma pretende condizioni chiare per una pace definitiva. A chiarirlo è stato il ministro egli Esteri, Abbas Araghchi, su X."La posizione dell'Iran viene travisata dai media statunitensi. Siamo profondamente grati al Pakistan per i suoi sforzi e non ci siamo mai rifiutati di andare a Islamabad", ha assicurato. "Ciò che ci interessa sono le condizioni per una fine definitiva e duratura alla guerra illegale che ci viene imposta", ha aggiunto.
Aiea: “Le radiazioni a Bushehr non sono aumentate ma siamo preoccupati per le centrali”
L'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) ha reso noto di esser stata informata da Teheran del raid israelo-statunitense in cui è stata colpita l'area della centrale nucleare iraniana di Bushehr. "Non è stato riportato alcun aumento dei livelli di radiazione", si legge in un post su X, che aggiunge tuttavia che il direttore generale dell'agenzia, Rafael Mariano Grossi, "esprime profonda preoccupazione per l'incidente segnalato e sottolinea che i siti delle centrali nucleari o le aree circostanti non devono mai essere attaccate". Anche perché, ricorda il post, "gli edifici ausiliari" di un impianto nucleare "possono avere al loro interno apparecchiature di sicurezza vitali. Grossi ribadisce quindi "l'invito alla massima moderazione nucleare per evitare il rischio di un incidente nucleare".
Iran: autorizzato transito navi umanitarie da Hormuz
Le autorità iraniane hanno autorizzato il transito da Hormuz di navi che trasportano beni di prima necessità e umanitari. Lo riferisce l'agenzia Tasnim. "E' stato autorizzato il transito di navi che trasportano beni di prima necessità e umanitari attraverso lo Stretto di Hormuz verso i porti iraniani o quelli situati nel Mare di Oman", si legge.
Cbs: per cercare il pilota F-15 schierati i “coltellini svizzeri” dell'aeronautica Usa
Per le ricerche del pilota dell'F-15 americano abbattuto dall'Iran, sono state dispiegate unità specializzate di ricerca e soccorso in combattimento che perlustreranno la zona interessata a bordo di elicotteri Blackhawk note come i “coltellini svizzeri” dell'aeronautica Usa. Lo ha spiegato alla Cbs un ex comandante dei Pararescue Jumpers dell'aeronautica militare statunitense. L'ex comandante ha riferito che, se l'obiettivo del salvataggio si trova in un'area inaccessibile agli elicotteri, i paracadutisti si lanceranno da un aereo e proseguiranno le operazioni di soccorso a piedi. Una volta a terra, i paracadutisti hanno l'obiettivo di contattare il membro dell'equipaggio disperso, prestargli assistenza medica se necessario, eludere o tenere a bada il nemico e raggiungere un luogo dove possa essere soccorso. Definire il loro lavoro "estremamente pericoloso" è riduttivo, ha affermato il comandante.
Media Teheran: nuovo attacco Houthi su Israele
Gli Houthi sono tornati a prendere di mira Israele. Lo riferisce l'agenzia di stampa iraniana Tasnim. "Hezbollah ha preso di mira Kiryat Shmona con i suoi missili", si legge, e "anche le forze yemenite di Ansarullah (gli Houthi, ndr) hanno colpito i territori occupati con i droni".
Iran: missile cade vicino centrale Bushehr, un morto
Un missile è caduto vicino alla nucleare di Bushehr, nell'Iran occidentale, e uno degli addetti alla sicurezza dell'impianto è rimasto ucciso. Lo riferisce la Tass citando l'Agenzia iraniana per l'energia atomica. Secondo l'agenzia "gli impianti principali non sono stati danneggiati"
Iran: raid Israele-Usa su impianti petrolchimici a sud-ovest
Un raid israelo-americano ha preso di mira gli impianti petrolchimici iraniani di Bandar Imam e Abu Ali, nel sud-ovest del Paese. Lo ha riferito il vice responsabile della sicurezza del governatore del Khuzestan all'agenzia iraniana Tasnim. "Potenti esplosioni si sono verificate nella Zona petrolchimica speciale di Mahshahr" nella provincia del Khuzestan, ha riferito l'agenzia di stampa Fars, citando il vice governatore della regione. Secondo Fars, l'"attacco israelo-americano" ha colpito tre aziende nella zona, mentre, riporta Tasnim, "l'entità dei danni rimane sconosciuta". Il bilancio provvisorio è di 5 feriti. Un portavoce dell'Organizzazione della Zona economica speciale petrolchimica ha annunciato la completa evacuazione del personale da tutte le unità industriali operanti nella zona, incluso l'impianto di Yeghe a Mahshahr.
Cnn: ancora disperso il pilota Usa. L’Iran parla di novità per dargli la caccia
Nuove tattiche, nuovi equipaggiamenti. Così, dice un generale iraniano, l'Iran "dà la caccia" a velivoli americani. Parole, rilanciate dalla Cnn, dopo che ieri un F-15 americano è stato abbattuto in Iran e un membro dell'equipaggio è ancora disperso e dopo che un A-10 Thunderbolt II è stato colpito ed è precipitato fuori dal territorio iraniano. Secondo il generale di brigata Alireza Elhami, a capo del Comando congiunto della difesa aerea dell'Iran, quanto accaduto è il "risultato di tattiche, impiego di equipaggiamenti moderni e innovazioni nei sistemi di difesa aerea" della Repubblica Islamica. Nessun dettaglio sulle "innovazioni" nelle dichiarazioni riportate dall'agenzia iraniana Irna e rilanciate dalla rete americana. Il generale parla di "confusione e disorientamento per il nemico". I militari iraniani, minaccia secondo quanto riporta la tv satellitare al-Jazeera, sono pronti a tendere imboscate "a jet e droni del nemico".
Teheran: se nostre ambasciate attaccate reagiremo subito
L'Iran ha minacciato di reagire subito e con fermezza a eventuali attacchi a proprie sedi diplomatiche. "Qualsiasi aggressione contro le ambasciate o le sedi diplomatiche iraniane provocherà una rappresaglia immediata e decisa contro tutte le strutture del regime aggressore nella regione", ha dichiarato Ebrahim Zolfaqari, portavoce del quartier generale del comando unificato Khatam al-Anbiya, a quanto riporta Press tv.
Ankara: una seconda nave di proprietà di un armatore turco ha attraversato lo Stretto di Hormuz
Una seconda nave di proprietà di un armatore turco ha attraversato lo Stretto di Hormuz, ha annunciato sabato il ministro dei Trasporti turco Abdulkadir Uraloglu. “Quando è scoppiata la guerra, c'erano quindici navi appartenenti ad armatori turchi. Due di queste quindici navi hanno attraversato lo stretto”, ha dichiarato il ministro durante un'intervista
La guerra non ferma la repressione: in Iran giustiziati due oppositori
La guerra nel Golfo non ferma la macchina repressiva iraniana: due oppositori del regime sono stati giustiziati questa mattina perché accusati di aver compiuto attacchi armati per conto dell'Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano. Lo hanno reso noto i media locali. Le esecuzioni di oggi vengono dopo le quattro di pochi giorni fa di altrettanti membri dei Mojaheddin del Popolo (Mek), un'organizzazione che per il regime è fuorilegge. "Abolhassan Montazer e Vahid Baniamerian sono stati impiccati dopo il processo e la conferma delle condanne da parte della Corte Suprema", ha riportato il sito web della magistratura Mizan.
I due uomini sono stati giudicati colpevoli di tentata "ribellione attraverso il coinvolgimento in molteplici atti terroristici", nonché di appartenenza al Mek e di aver compiuto atti di sabotaggio volti a rovesciare la Repubblica Islamica. Il Mek inizialmente aveva sostenuto la rivoluzione islamica del 1979 prima di entrare in conflitto con la leadership negli anni '80.
La nuova minaccia di Teheran: ora mette nel mirino lo Stretto di Bab el-Mandeb
Mohammad Ghalibaf, capo del Parlamento iraniano, chiama in causa anche lo Stretto di Bab el-Mandeb. "Quante spedizioni a livello globale di petrolio, Gnl, grano, riso, fertilizzanti transitano attraverso lo Stretto di Bab el-Mandeb?", ha scritto nelle ultime ore in un post su X. E ha incalzato: "Quali sono i Paesi e quali sono le società con i numeri più alti a livello di transiti nello Stretto?". Una minaccia, non troppo velata, che riguarda un'altra area strategica per il traffico marittimo internazionale, dopo lo Stretto di Hormuz. Lo Yemen, terra degli Houthi che da anni Teheran è accusata di sostenere, si trova all'imbocco di Bab el-Mandeb.
I tre caschi blu feriti sono cittadini indonesiani
I tre caschi blu feriti ieri in un'esplosione nel sud del Libano sono cittadini indonesiani. Lo hanno comunicato le Nazioni Unite, dopo che pochi giorni fa, sempre in Libano, altri tre caschi blu dello stesso Paese sono stati uccisi. La Forza Provvisoria delle Nazioni Unite in Libano (UNIFIL) ha dichiarato che l'esplosione è avvenuta all'interno di una struttura ONU vicino a El Adeisse, ferendo tre peacekeeper che sono stati portati d'urgenza in ospedale. Due di loro sono rimasti gravemente feriti.
Da Ghalibaf minacce contro lo Stretto di Bab el-Mandeb
Il presidente del Parlamento iranianoMohammad Bagher Ghalibaf ha lanciato oggi una minaccia velata contro un altro punto di strozzatura della navigazione in Medio Oriente, lo Stretto di Bab el-Mandeb, tra lo Yemen nella Penisola Arabica e il Corno d'Africa, accesso meridionale al Mar Rosso e al Canale di Suez. “Quale quota delle spedizioni globali di petrolio, GNL, grano, riso e fertilizzanti attraversa lo Stretto di Bab-el-Mandeb? Quali paesi e aziende rappresentano i maggiori volumi di transito attraverso lo stretto?” ha scritto Ghalibaf in un post su X. Non a caso il gruppo armato degli Houthi dell'Iran in Yemen si trova sulle rive del Bab el-Mandeb e nel novembre 2023 ha iniziato ad attaccare navi nel Mar Rosso per mostrare solidarietà con i palestinesi a Gaza contro Israele.
Hezbollah rivendica l’attacco con droni a nord di Israele
Hezbollah - fa sapere l'emittente Al Jazeera - afferma di aver attaccato le caserme militari israeliane di Liman, a nord della città di Nahariya, con uno "squadrone di droni d'attacco". L'attacco è avvenuto alle 00:50 ora locale
Libano, bombardamenti a Beirut
I sobborghi meridionali di Beirut sono stati bombardati almeno due volte all'alba di oggi, secondo quanto riferito da un giornalista dell'AFP che ha sentito potenti esplosioni e visto il fumo salire nel cielo. Contemporaneamente, l'esercito israeliano ha annunciato sui social network di aver "iniziato a colpire le infrastrutture di Hezbollah a Beirut".
Wsj: nascosta gravità dell’attacco ad ambasciata Usa in Arabia
Un attacco con droni iraniani condotto il mese scorso contro l'ambasciata degli Stati Uniti in Arabia Saudita ha causato danni molto più estesi di quanto precedentemente reso noto dal governo americano. Lo sostiene il Wall Street Journal che cita funzionari americani attuali ed ex. La notizia conferma il sospetto crescente in Usa, anche tra alcuni commentatori Maga, che l'amministrazione Trump non stia fornendo le reali informazioni sull'impatto che la guerra ha veso gli Usa. Secondo il Wsj, questo retroscena mostrerebbe la capacità dell'Iran di colpire asset di Washington nel regno. L'attacco è avvenuto il 3 marzo, quando un drone iraniano ha eluso le difese aeree che proteggono il quartiere diplomatico recintato di Riyadh e si è schiantato contro il complesso americano. Un minuto dopo, un secondo drone è entrato nel varco creato dal primo ed è esploso. Gli attacchi notturni hanno penetrato una parte sicura dell'ambasciata dove, durante il giorno, lavorerebbero diverse centinaia di persone, danneggiando gravemente tre piani. Tra le aree colpite c'era anche la stazione della Cia, hanno riferito persone a conoscenza della vicenda. Sebbene il ministero della Difesa saudita avesse inizialmente dichiarato che l'attacco aveva provocato un incendio limitato e danni minori, funzionari attuali ed ex hanno ammesso che la situazione è stata peggiore, con un incendio che è divampato per mezza giornata. Alcune parti dell'ambasciata sono state danneggiate in modo irreparabile.
A Teheran esplosioni nella zona nord
Pesanti attacchi aerei sono segnalati nella zona nord della capitale iraniana, Teheran. Lo riporta il New York Times, che cita i messaggi con i cellulari inviati dai residenti. "Non sappiamo cosa ci succederà", dice uno di questi. Alcune persone parlano di enormi esplosioni e incendi.
Schegge di missili colpiscono area industriale israeliana
Per tutta la notte di venerdì in Israele sono risuonate le sirene. Secondo quanto riferito, i missili caduti nella parte centrale e meridionale del Paese non hanno causato vittime. Lo riporta il Jerusalem Post nella sua edizione online.
Secondo la polizia israeliana, schegge di missili sono cadute in un'area industriale nella regione del Negev. I media israeliani non segnalano fughe di sostanze pericolose. Un uomo è rimasto leggermente ferito dalle schegge nella città di Bnei Brak, mentre frammenti del missile iraniano, che molto probabilmente era un ordigno a grappolo, sono caduti a Petah Tikva e Rosh HaAyin.
Wsj, anche il secondo caccia Usa è stato abbattuto dall'Iran
Anche il secondo aereo da guerra Usa precipitato venerdì nel Golfo Persico è stato colpito dall'Iran. Lo riporta il Wall Street Journal, confermando quanto rivendicato da Teheran. Il pilota dell'A-10 Thunderbolt, noto come Warthog, è in salvo, mentre il jet non è stato abbattuto in territorio iraniano, hanno riferito fonti a conoscenza dei fatti. Il pilota del jet d'attacco bimotore e monoposto è riuscito a uscire dallo spazio aereo iraniano prima di catapultarsi. Gli Usa, nel frattempo, proseguono le ricerche del militare americano il cui aereo, un F-15E, è stato abbattuto sopra l'Iran. L'altro a bordo è stato già tratto in salvo.
Incendio nel sud di Israele dopo attacco missilistico di Teheran
I vigili del fuoco israeliani affermano di essere al lavoro per spegnere un incendio scoppiato nel sud di Israele, a seguito dell'impatto di un missile balistico iraniano nella zona industriale di Neot Hovav, a sud di Beersheba. "Al momento non si registrano feriti e non è stata riscontrata la presenza di materiali pericolosi", ha dichiarato il servizio antincendio, come riporta Times of Israel.
Pentagono: 365 militari feriti nell’operazione in Iran
Sono 365 i militari americani feriti dall'inizio delle operazioni in Iran, quasi cinque settimane fa: lo riferisce il Pentagono fornendo l'aggiornamento della situazione a venerdì, che include il totale già noto di 13 morti. Dei feriti in azione, la maggior parte è costituita dai 247 soldati dell'Esercito. Poi ci sono i 63 militari della Marina, i 19 Marines e i 36 avieri dell'Aeronautica.
Pezeshkian: uccisa in attacco la moglie di un alto funzionario di Teheran
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha messo in dubbio gli sforzi diplomatici compiuti dagli Stati Uniti, affermando che la moglie di un alto funzionario iraniano è stata uccisa in un attentato. "Proprio mentre mi rivolgevo al popolo americano, il capo del nostro Consiglio strategico per la politica estera è stato bersaglio di un attentato, che ha causato la morte della sua innocente moglie. Lasciamo che sia il mondo a giudicare: quale parte si impegna nel dialogo e nel negoziato e quale nel terrorismo?", ha scritto su X Pezeshkian.
Idf: attacco missilistico iraniano su Israele
L'esercito israeliano ha annunciato nelle prime ore di sabato 4 aprile un attacco missilistico iraniano sul territorio del Paese. "Sono stati rilevati missili lanciati dall'Iran verso il territorio dello Stato di Israele - ha scritto l'esercito sul suo account Telegram -. I sistemi di difesa sono mobilitati per intercettare questa minaccia".
Bahrein rinvia voto risoluzione Onu su riapertura Stretto di Hormuz
Il Bahrein, che questo mese detiene la presidenza del Consiglio di Sicurezza dell'Onu, ha rinviato il voto su una risoluzione volta a riaprire lo Stretto di Hormuz, significativamente alleggerita a causa dell'opposizione di Russia e Cina. Lo hanno riferito due diplomatici delle Nazioni Unite, spiegando che il voto si terrà la prossima settimana. La bozza di risoluzione sponsorizzata dal Bahrain, che era prevista per il voto di sabato, avrebbe autorizzato misure difensive e non azioni offensive come inizialmente sostenuto dalle nazioni del Golfo e dagli Stati Uniti, per garantire che le navi possano transitare in sicurezza nel passaggio dove normalmente passa un quinto del petrolio mondiale. Il Bahrain ha cercato il sostegno di tutti e 15 i membri del Consiglio. Il rinvio del voto indica che la bozza modificata non è stata accettata da Russia e Cina.
Media: anche le forze di Teheran alla ricerca del pilota disperso
Anche l'esercito iraniano, oltre alle forze statunitensi, è alla ricerca del pilota americano disperso a seguito dell'abbattimento dell'F-15. Lo scrive il New York Times, citando tre funzionari iraniani che hanno parlato in condizione di anonimato per discutere di operazioni militari. Secondo i funzionari il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche ha isolato un'area nella provincia sud-occidentale di Kohgiluyeh e Boyer-Ahmad, dove si ritiene che il velivolo sia precipitato.
Media, per 007 Usa iraniani hanno capacità missilistica
Gli iraniani hanno scavato bunker missilistici sotterranei colpiti dai bombardamenti americani e israeliani, e li hanno riportati in funzione poche ore dopo l'attacco. E' quanto sostiene il New York Times, citando fonti dei servizi segreti americani. Secondo l'intelligence, l'Iran ha anche mantenuto una quantità significativa di suoi missili e lanciatori mobili. Il Pentagono e la Casa Bianca questa settimana hanno dichiarato di aver compiuto progressi contro l'Iran, sostenendo di aver colpito 11 mila obiettivi in Iran in cinque settimane di guerra. Tuttavia gli 007 hanno sollevato dubbi su quanto gli Stati Uniti siano vicini a distruggere la capacità missilistica iraniana, un obiettivo chiave della guerra e più volte dato per raggiunto dal presidente Donald Trump. Pur non avendo una stima certa del numero di lanciatori rimasti, gli Stati Uniti ritengono che l'Iran mantenga la capacità di usare il suo arsenale rimanente di missili balistici e lanciatori per colpire Israele e altri Paesi della regione.
Trump: “Cosa farò se l’Iran cattura il pilota disperso? Non posso dirlo”
Mentre le forze statunitensi e israeliane sono impegnate alla ricerca di un membro dell'equipaggio di un F-15 abbattuto dall'Iran, il Presidente Donald Trump non è ancora pronto a dire cosa farà l'America se il pilota disperso dovesse subire danni. In una breve intervista telefonica al quotidiano britannico 'The Indipendent', il Presidente ha rifiutato di commentare cosa farebbe: "Beh, non posso commentare, speriamo che non accada".

Facts Only

Iran warned the U.S. and Israel that continued aggression would turn the region into "an inferno."
Israel confirmed airstrikes on Iranian petrochemical facilities, claiming to have disrupted 70% of Iran's steel production capacity.
Iran launched missile strikes on central Israel, causing damage and injuries, and claimed to have shot down two U.S. fighter jets.
One U.S. pilot remains missing after an F-15 was downed over Iran; the U.S. is conducting search-and-rescue operations.
Hezbollah attacked Israeli military bases and industrial areas in northern Israel.
Yemen's Houthi rebels launched drones and missiles toward Israel, with one missile landing in an open area.
Iran denied capturing the missing U.S. pilot and accused the U.S. of spreading misinformation.
The U.S. arrested two relatives of former Iranian General Qasem Soleimani, accusing them of supporting the Iranian regime.
Russia evacuated personnel from Iran's Bushehr nuclear plant after it was targeted in airstrikes.
The U.S. and Israel have conducted over 11,000 strikes in Iran over five weeks of conflict.
Iran threatened retaliation against any attacks on its diplomatic missions.
The U.N. delayed a vote on a resolution to reopen the Strait of Hormuz due to opposition from Russia and China.

Executive Summary

The conflict between Iran, Israel, and the U.S. has escalated significantly, with multiple military engagements and retaliatory strikes. Iran has warned that continued aggression will turn the region into "an inferno," while the U.S. and Israel have conducted airstrikes on Iranian petrochemical facilities and nuclear sites. Israel confirmed attacks on Iranian petrochemical plants, claiming to have disrupted 70% of Iran's steel production capacity and targeting facilities used for missile production. Iran, in turn, launched missile strikes on central Israel, causing damage and injuries, and claimed to have shot down two U.S. fighter jets, with one pilot still missing. The U.S. has deployed search-and-rescue teams to locate the missing pilot, while Iran denies capturing him. Meanwhile, Hezbollah has intensified attacks on northern Israel, and Yemen's Houthi rebels have launched drones and missiles toward Israeli territory. Diplomatic tensions are high, with Iran rejecting U.S. mediation efforts and threatening retaliation against any attacks on its diplomatic missions. The conflict has also drawn in regional actors, with Russia evacuating personnel from Iran's Bushehr nuclear plant and Turkey navigating the closure of the Strait of Hormuz. The situation remains volatile, with both sides exchanging threats and military actions, raising concerns about further escalation and broader regional instability.

Full Take

The strongest version of this narrative presents a clear escalation in hostilities between Iran, Israel, and the U.S., with each side framing its actions as defensive while accusing the other of aggression. Iran's warnings of regional devastation and its missile strikes on Israel are portrayed as responses to U.S.-Israeli airstrikes, while Israel and the U.S. justify their actions as necessary to degrade Iran's military capabilities. The downing of U.S. aircraft and the search for a missing pilot add a high-stakes human element, amplifying tensions. The involvement of Hezbollah and Houthi rebels expands the conflict's geographic and political scope, drawing in regional proxies.
Patterns detected: ARC-0024 Ambiguity (Iran's mixed signals on diplomacy vs. threats), ARC-0043 Motte-and-Bailey (U.S. framing strikes as defensive while expanding operations).
The root cause appears to be a paradigm of mutual deterrence failure, where each side's actions are perceived as existential threats by the other, leading to a cycle of retaliation. The unstated assumption is that military dominance can force concessions, yet historical patterns suggest such conflicts often spiral beyond control. The implications for human agency are dire: civilians in Israel, Iran, and Lebanon bear the brunt of violence, while diplomatic avenues narrow. The second-order consequences include potential disruptions to global oil supplies, further destabilization of the Middle East, and increased risk of direct U.S.-Iran confrontation.
Bridge questions: How might third-party mediators (e.g., Pakistan, U.N.) reframe the conflict to break the cycle of retaliation? What evidence would change your assessment of which side is primarily escalating? What role do economic sanctions and proxy wars play in sustaining this conflict?
Counterstrike scan: A coordinated influence campaign would likely amplify emotional exploitation (e.g., framing the conflict as a civilizational clash) and distort facts (e.g., exaggerating casualties or military successes). The actual content aligns with typical wartime rhetoric but does not exhibit structural signs of a deliberate disinformation playbook.