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Project Gutenberg

La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene Manuale pratico per le famiglie

Artusi, Pellegrino

2019itGutenberg #59047Original source

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Produced by Barbara Magni





                     IGIENE * ECONOMIA * BUON GUSTO

                          LA SCIENZA IN CUCINA
                                   E
                         L'ARTE DI MANGIAR BENE


                    MANUALE PRATICO PER LE FAMIGLIE

                     COMPILATO DA PELLEGRINO ARTUSI

                             (790 ricette)


                                   Un pasto buono ed un mezzano
                                   Mantengon l'uomo sano.

                                   Molto cibo e mal digesto
                                   Non fa il corpo sano e lesto.

                                   Piglia il cibo con misura
                                   Dai due regni di natura.

                                   _Prima digestio fit in ore._


                             25.ª EDIZIONE

                            e in Appendice:

                  “La Cucina per gli stomachi deboli”

                        Pubblicate copie 138,000



                     _Si vende in FIRENZE presso:_
           GLI EREDI DI PELLEGRINO ARTUSI — Via Niccolini, 7
                 R. BEMPORAD & FIGLIO — Via Cavour, 20
                                 1922




                      Riservati i diritti d'Autore
                           a termini di Legge




LA STORIA DI UN LIBRO

CHE RASSOMIGLIA

ALLA STORIA DELLA CENERENTOLA


                               _Vedi giudizio uman come spesso erra._

Avevo data l'ultima mano al mio libro _La scienza in cucina e l'Arte di
mangiar bene_, quando capitò in Firenze il mio dotto amico Francesco
Trevisan, professore di belle lettere al liceo Scipione Maffei di
Verona. Appassionato cultore degli studi foscoliani, fu egli eletto
a far parte del Comitato per erigere un monumento in Santa Croce al
Cantor dei Sepolcri. In quella occasione avendo avuto il piacere di
ospitarlo in casa mia, mi parve opportuno chiedergli il suo savio
parere intorno a quel mio culinario lavoro; ma ohimè! che, dopo averlo
esaminato, alle mie povere fatiche di tanti anni pronunziò la brutta
sentenza: _Questo è un libro che avrà poco esito._

Sgomento, ma non del tutto convinto della sua opinione, mi pungeva
il desiderio di appellarmi al giudizio del pubblico; quindi pensai di
rivolgermi per la stampa a una ben nota casa editrice di Firenze, nella
speranza che, essendo coi proprietari in relazione quasi d'amicizia
per avere anni addietro spesovi una somma rilevante per diverse mie
pubblicazioni, avrei trovato in loro una qualche condiscendenza. Anzi,
per dar loro coraggio, proposi a questi Signori di far l'operazione
in conto sociale e perchè fosse fatta a ragion veduta, dopo aver loro
mostrato il manoscritto, volli che avessero un saggio pratico della
mia cucina invitandoli un giorno a pranzo, il quale parve soddisfacente
tanto ad essi quanto agli altri commensali invitati a tener loro buona
compagnia.

Lusinghe vane, perocchè dopo averci pensato sopra e tentennato
parecchio, uno di essi ebbe a dirmi: — Se il suo lavoro l'avesse fatto
Doney, allora solo se ne potrebbe parlar sul serio. — Se l'avesse
compilato Doney —; io gli risposi —; probabilmente nessuno capirebbe
nulla come avviene del grosso volume _Il re de' cuochi_; mentre con
questo Manuale pratico basta si sappia tenere un mestolo in mano, che
qualche cosa si annaspa.

Qui è bene a sapersi che gli editori generalmente non si curano più che
tanto se un libro è buono o cattivo, utile o dannoso; per essi basta,
onde poterlo smerciar facilmente, che porti in fronte un nome celebre o
conosciutissimo, perchè questo serva a dargli la spinta e sotto le ali
del suo patrocinio possa far grandi voli.

Da capo dunque in cerca di un più facile intraprenditore, e conoscendo
per fama un'altra importante casa editrice di Milano, mi rivolsi ad
essa, perchè pubblicando _d'omnia generis musicorum_, pensavo che in
quella farragine potesse trovare un posticino il mio modesto lavoro. Fu
per me molto umiliante questa risposta asciutta asciutta: — Di libri di
cucina non ci occupiamo.

— Finiamola una buona volta —; dissi allora fra me —; di mendicare
l'aiuto altrui e si pubblichi a tutto mio rischio e pericolo; —; e
infatti ne affidai la stampa al tipografo Salvadore Landi; ma mentre
ne trattavo le condizioni mi venne l'idea di farlo offrire ad un altro
editore in grande, più idoneo per simili pubblicazioni. A dire il vero
trovai lui più propenso di tutti; ma, ohimè (di nuovo) a quali patti!
L. 200 prezzo dell'opera e la cessione dei diritti d'autore. Ciò, e la
riluttanza degli altri, provi in quale discredito erano caduti i libri
di cucina in Italia!

A sì umiliante proposta uscii in una escandescenza, che non occorre
ripetere, e mi avventurai a tutte mie spese e rischio; ma scoraggiato
come ero, nella prevenzione di fare un fiasco solenne, ne feci tirare
mille copie soltanto.

Accadde poco dopo che a Forlimpopoli, mio paese nativo, erasi indetta
una gran fiera di beneficenza e un amico mi scrisse di contribuirvi con
due esemplari della vita del Foscolo; ma questa essendo allora presso
di me esaurita, supplii con due copie della _Scienza in cucina e l'Arte
di mangiar bene_. 

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