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Project Gutenberg

Libro della divina dottrina: Dialogo della divina provvidenza

Catherine, of Siena, Saint

2008itGutenberg #26961Original source

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the Biblioteca Italiana at
http://www.bibliotecaitaliana.it/ScrittoriItalia)









                            SCRITTORI D'ITALIA

                         SANTA CATERINA DA SIENA


                       LIBRO DELLA DIVINA DOTTRINA

                            VOLGARMENTE DETTO

                    DIALOGO DELLA DIVINA PROVVIDENZA




                         SANTA CATERINA DA SIENA

                       LIBRO DELLA DIVINA DOTTRINA

                            VOLGARMENTE DETTO

                    DIALOGO DELLA DIVINA PROVVIDENZA

                              NUOVA EDIZIONE

                    SECONDO UN INEDITO CODICE SENESE

                                A CURA DI

                            MATILDE FIORILLI


                                  BARI

                          GIUS. LATERZA & FIGLI

                         TIPOGRAFI-EDITORI-LIBRAI

                                  1912


PROPRIETÁ LETTERARIA

AGOSTO MCMXII--31955




                    AL NOME DI IESU CRISTO CROCIFIXO
                            E DI MARIA DOLCE


                QUESTO LIBRO FECE LA VENERABILE VERGINE
            CATERINA DA SIENA MANTELLATA DI SANCTO DOMENICO

              LIBER DIVINE DOCTRINE DATE PER PERSONAM DEI
        PATRIS INTELLECTUI LOQUENTIS GLORIOSE ET SANCTE VIRGINI
          CATERINE DE SENIS PREDICATORUM ORDINIS. CONSCRIPTUS
           IPSA DICTANTE LICET VULGARITER ET STANTE IN RAPTU
             ACTUALITER ET AUDIENTE QUID IN EA LOQUERETUR
               DOMINUS DEUS ET CORAM PLURIBUS REFERENTE




CAPITOLO I

  Come l'anima per orazione s'unisce con Dio, e come questa anima, de
     la quale qui si parla, essendo levata in contemplazione, faceva a
     Dio quatro petizioni.


Levandosi una anima ansietata di grandissimo desiderio verso l'onore di
Dio e la salute de l'anime; exercitandosi per alcuno spazio di tempo
nella virtú, abituata e abitata nella cella del cognoscimento di sé per
meglio cognoscere la bontá di Dio in sé; perché al cognoscimento séguita
l'amore, amando cerca di seguitare e vestirsi della veritá. E perché in
veruno modo gusta tanto ed è illuminata d'essa veritá quanto col mezzo
de l'orazione umile e continua fondata nel cognoscimento di sé e di Dio
(però che l'orazione, exercitandola per lo modo decto, unisce l'anima in
Dio, seguitando le vestigie di Cristo crocifixo), e cosí per desiderio e
affecto e unione d'amore ne fa un altro sé.

Questo parbe che dicesse Cristo quando disse: «Chi m'amará e servará la
parola mia Io manifestarò me medesimo a lui, e sará una cosa con meco e
Io con lui». E in piú luoghi troviamo simili parole, per le quali
potiamo vedere che egli è la veritá che per affecto d'amore l'anima
diventa un altro lui. E per vederlo piú chiaramente, ricòrdomi d'avere
udito d'alcuna serva di Dio che essendo in orazione, levata con grande
elevazione di mente, Dio non nascondeva a l'occhio de l'intellecto suo
l'amore che aveva a' servi suoi: anco el manifestava, e tra l'altre cose
diceva:--Apre l'occhio de l'intellecto e mira in me, e vedrai la dignitá
e bellezza della mia creatura che ha in sé ragione. E tra la bellezza
che io ho data a l'anima creandola a la imagine e similitudine mia,
raguarda costoro che sono vestiti del vestimento nupziale, cioè della
caritá, adornato di molte vere e reali virtú, uniti sonno con meco per
amore. E però ti dico che se tu mi dimandassi:--Chi sonno
costoro?--Rispondarei--diceva il dolce e amoroso Verbo:--Sonno un altro
me, perché hanno perduta e annegata la propria volontá, e vestitisi,
unitisi e conformatisi con la mia.--

Bene è dunque vero che l'anima s'unisce per affecto d'amore. Sí che,
volendo piú virilmente cognoscere e seguitare la veritá, levando il
desiderio suo, prima per se medesima (considerando che l'anima non può
fare vera utilitá di doctrina, d'exemplo e d'orazione al proximo suo se
prima non fa utilitá a sé, cioè d'avere e acquistare la virtú in sé)
domandava al sommo ed etterno Padre quattro petizioni. La prima era per
se medesima; la seconda per la reformazione della sancta Chiesa; la
terza generale per tucto quanto il mondo, e singularmente per la pace
dei cristiani e' quali sonno ribelli con molta irreverenzia e
persecuzione alla sancta Chiesa. Nella quarta dimandava la divina
providenzia che provedesse in comune, e in particulare in alcuno caso
che era adivenuto.




CAPITOLO II

  Come el desiderio di questa anima crebbe, essendole mostrato da Dio
     la necessitá del mondo.


Questo desiderio era grande ed era continuo; ma molto maggiormente
crebbe essendo mostrato dalla prima Veritá la necessitá del mondo, e in
quanta tempesta e offesa di Dio egli era. E intesa aveva ancora una
lectera, la quale aveva ricevuta dal padre de l'anima sua, dove egli
mostrava pena e dolore intollerabile de l'offesa di Dio e danno de
l'anime e persecuzione della sancta Chiesa. 

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